L' Emilia Romagna
Distesa tra il corso del Pò a nord ed i rilievi appenninici a sud, questa regione è considerata tra le più fertili e produttive d’Italia, grazie anche all’influsso del Mar Adriatico che mitiga il clima nella zona costiera.
Grazie a questo contrasto tra la montagna ed il mare l’Emilia Romagna offre al visitatore paesaggi mozzafiato, meraviglie per gli occhi e per lo spirito in un misto di colori e profumi della terra, di allegria, di musica, di cinema, di arte. Si possono poi ammirare le bellezze dell’Appennino, magari visitando Parma e Piacenza oppure passeggiando a cavallo o a piedi tra gli splendidi parchi e le meravigliose riserve naturali. Va bene tutto il paesaggio i confini ecc. Ma a noi interessa mangiare. Se no cosa fate in un blog di cucina? A parte gli scherzi questa regione e ricchissima di prodotti e piatti tipici:
PIATTI TIPICI
- LASAGNE ALLA BOLOGNESE
Sfoglia di pasta fresca all’uovo, ragù e besciamella. Dall’unione di questi tre ingredienti nasce uno dei piatti più celebri e amati della cucina italiana, le lasagne alla bolognese. Per arrivare a elaborare la ricetta perfetta, quella vera, ci sono voluti secoli e il genio di qualche ristoratore della città Felsinea, perché neanche Pellegrino Artusi,
che pure era di origini emiliane, le cita nel suo famoso libro La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene del 1891.
Pensate che di lasagne se ne parlava già ai tempi dei romani; come per ogni piatto della tradizione, anche delle lasagne bolognesi esistono diverse ricette e molte varianti, ma l’Accademia Italiana della Cucina, dopo un’attenta analisi, ha depositato alla Camera di Commercio di Bologna quella che si può ritenere l’originale e tradizionale.
- LA PIADA ROMAGNOLA
Addirittura oggi la piada romagnola è proprio un vero street food; ma essa tradizionalmente ( fino agli anni quaranta del novecento ) era fatta solo con farina di frumento, strutto, sale ed acqua. Lo spessore era 1,5-2 cm e il diametro superava i 40 cm: le grandi dimensioni erano legate al fatto che le famiglie erano mediamente composte da una decina di persone.
Non si usavano lieviti, oppure si utilizzava una piccola quantità di lievito madre, lo stesso usato per il pane. Tradizionalmente (fino agli anni quaranta del novecento ) era fatta solo con farina di frumento, strutto, sale ed acqua.
Lo spessore era 1,5-2 cm e il diametro superava i 40 cm: le grandi dimensioni erano legate al fatto che le famiglie erano mediamente composte da una decina di persone. Non si usavano lieviti, oppure si utilizzava una piccola quantità di lievito madre, lo stesso usato per il pane.
PRODOTTI TIPICI
- PROSCIUTTO DI PARMA D.O.P
Il prosciutto di Parma è un salume tipico della provincia di Parma ; più precisamente la zona di produzione è posta 5 km a sud della via Emilia, fino ad un'altitudine non superiore a 900 m, delimitata ad est dal torrente Enza e ad ovest dal torrente Stirone. È celebre in tutto il mondo e si contraddistingue oltre che per le peculiarità nutrizionali (unici ingredienti sono carne suina e sale, senza additivi né conservanti) anche per la "corona", il marchio che viene impresso a fuoco solo sull'originale. Il prosciutto crudo dal sapore dolce e raffinato, è una pietanza a basso contenuto calorico, ma dal gusto intenso. L'unico conservante ammesso dal disciplinare, tra l'altro in quantità minore rispetto ad altri tipi di prosciutto crudo, è il sale. Oltre al sale non vi sono additivi (nitriti, nitrati o altro). Studi biomolecolari hanno dimostrato che il prosciutto mantiene il colore rosso naturale grazie al processo naturale di stagionatura del prodotto.
- ACETO BALSAMICO DI MODENA D.O.P
La nascita di questo oro nero probabilmente è stata casuale, ma in breve tempo le sue caratteristiche lo rendono un prodotto tanto nobile che nel 1046 il futuro imperatore del Sacro Romano Impero,
re Enrico III, richiede al marchese Bonifacio di Canossa – padre di Matilde, una delle figure più importanti del Medioevo italiano che si faceva nella sua rocca.
Il secondo novecento apre un nuovo capitolo per l’aceto balsamico che nel 1983 ottiene la denominazione di origine “Aceto Balsamico Tradizionale di Modena”,
riconoscimento che consolida nel 2000 con la conquista della Denominazione di Origine Protetta (DOP).
Nei primi anni 2000 è ufficializzata un’ulteriore tutela del prodotto: nel 2009 l’Unione Europea accoglie la domanda di registrazione presentata quindici anni prima da un neonato Consorzio Aceto Balsamico di Modena. L’Aceto Balsamico di Modena è ora riconosciuto IGP.
VINI TIPICI ROMAGNOLI
- ALBANA DI ROMAGNA D.O.C.G.
L’Albana di Romagna è il vino romagnolo per eccellenza, viene infatti coltivato esclusivamente nella nostra regione.
Di grande lignaggio, è stato il primo vino bianco ad ottenere, nel 1987, la D.O.C.G. (Denominazione di Origine Controllata e Garantita).
Il tipo Secco è indicato, servito a una temperatura di 10-12°C in calici per vini bianchi di corpo, per il pesce in generale, in particolare per i crostacei, per le zuppe e i brodetti.
Si può servire anche con il fegato d’oca e con le carni bianche, specialmente col pollo in gelatina, le cervella, le animelle; può andare bene anche con minestre in brodo e creme. Molto consigliato anche come aperitivo.
I tipi Amabile, Dolce e Passito vanno invece consumati a fine pasto, con la frutta e il dessert, serviti in calici piccoli. Un abbinamento particolarmente indicato è quello dell’Albana di Romagna Passito con la ciambella. Il migliore abbinamento per l’Albana Passito si ha con il classico Formaggio di Fossa accompagnato da miele di castagno.
- SANGIOVESE DI ROMAGNA
La leggenda narra che questo vino debba il suo nome agli antichi Romani, che, per la sua vigoria lo chiamarono “Sanguis Jovis“, da cui “Sangiovese”. E’ il principe dei vini romagnoli e della sua terra, grande ambasciatore.
E’ un signor vino, che si accompagna a: tutte le minestre condite con ragù di carni, con arrosti misti e grigliate, con i classici ‘castrato’ e ‘cosciotto d’agnello’,
con selvaggina e cacciagione, nonché con stracotti e brasati. Il Sangiovese di Romagna, pur essendo un vino rosso, non è da sottovalutare abbinato al pesce arrosto.









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